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Il Referto Strutturato

Roberto Silverio

Categoria: Radiologia Informatica
Argomento: PACS

Sempre più spesso si parla del referto strutturato, presentato a seconda dei casi come panacea o incubo del diagnosta. Ma cos'è il referto strutturato?
Grande sembra essere l'interesse per i nuovi modi di svolgere il lavoro del radiologo dopo l'introduzione delle tecnologie informatiche. In particolare, sempre più spesso si parla del referto strutturato, presentato a seconda dei casi come panacea o incubo del diagnosta. Ma cos'è il referto strutturato? E' un nuovo elemento informativo a nostra disposizione, che ci permette di ampliare la presentazione del nostro lavoro interpretativo con l'aggiunta delle immagini rappresentative che ci hanno portato a formulare la diagnosi. Il tutto memorizzabile nei moderni archivi immagini e referti, noti come PACS. Il referto strutturato (o Structured Report) fa parte dello standard DICOM: anche se non è intuitivo, dobbiamo paragonarlo più ad una immagine TC che al supporto cartaceo che siamo usi firmare. Infatti, al suo interno, secondo una organizzazione strettamente gerarchica, troviamo indicati un insieme di dati alfanumerici e di immagini, proprio come in una immagine medicale che sia conforme allo standard. Esaminando un referto strutturato, troveremo quindi i dati anagrafici del paziente, il tipo di esame eseguito, le notizie anamnestiche, i reperti derivanti dalle immagini diagnostiche, le immagini stesse ed infine le nostre conclusioni, oltre ad una codifica della patologia di interesse. Il tutto in un formato standard, quindi fruibile da un altro applicativo informatico che ne supporti la creazione e la lettura. Dobbiamo quindi intendere il termine “standard” non come omogeneizzazione del nostro lavoro, non come il tentativo di imporre un appiattimento della refertazione su modelli precostituiti, ma come la possibilità di darne ampia diffusione e di trattamento grazie alle tecnologie informatiche, nonché di memorizzarlo a tempo indefinito. Inoltre, il referto strutturato potrebbe risolvere i nuovi problemi posti dalle moderne modalità multi-immagine, ove sovente la quantità di informazioni è di difficile gestione: utilizzandolo, si offre al medico prescrittore la “prova” della correttezza della nostra interpretazione, evitando così la distribuzione di CD con l'intero dataset dell'esame, che possono rappresentare un boomerang professionale e medico-legale. Anche il valore probatorio del referto viene accresciuto, con l'aggiunta dell'iconografia di riferimento. Ricordiamo come il framework IHE fornisca gli strumenti per integrare il referto strutturato, ed i sistemi che lo producono, all'interno delle moderne radiologie, e come lo armonizzi con i sistemi di “cartella elettronica” che rappresentano il futuro, molto prossimo, dell'informatica sanitaria. Il limite attuale dell'introduzione della refertazione strutturata sta nella scarsità e relativa efficacia degli applicativi che la trattano. Sta alla nostra categoria imprimere al volano industriale la giusta accelerazione nella direzione voluta, richiedendo ai fornitori prodotti sempre più adeguati alla “società digitale” della quale siamo tutti parte.

Per eventuali informazioni
Dr. Roberto Silverio
Radiologo
DEA Immagine
Azienda Ospedaliera Univ. Senese
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Last Updated on Tuesday, 22 September 2009 11:32