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ECR 2009 - Il futuro dell'imaging cardiaco PDF Print E-mail

Più strati? Più Tesla? Oppure la strada dell’imaging quantitativo?

Sono queste le domande a cui tre esperti di cardioradiologia, il Prof. Gutberlet di Lipsia, il prof. Kopp di Tubingen e il prof. Niessen di Rotterdam hanno tentato di rispondere in una “Special Focus Session” tenutasi sabato mattina all’ECR.

Per quanto riguarda la RM, la strada è probabilmente proprio quella dell’incremento della potenza dei magneti: passare da 1.5 a 3T raddoppia il rapporto segnale/rumore, arrivare a 7T lo quintuplica. I miglioramenti sono evidenti su quasi i fronti: dalle valutazioni quantitative flussimetriche, possibili anche nei vasi più piccoli, al tagging (attraverso una maggiore persistenza delle “bande” di tagging è possibile esplorare efficacemente anche la fase diastolica, particolarmente importante dal punto di vista clinico), all’imaging di perfusione (attraverso l’incremento delle risoluzioni spaziale e temporale. I progressivi sviluppi tecnici stanno inoltre consentendo di superare i problemi emersi contestualmente alle prime esperienze ad elevato campo, legati principalmente agli artefatti elettrocardiografici e alla necessità di ottimizzazione di specifiche sequenze (particolarmente quelle b-SSFP, quelle per il Delayed Enhancement e le Fast Spin Echo).

Sul versante TC, probabilmente il futuro è ben oltre la famigerata “corsa agli armamenti”, cioè al vertiginoso aumento del numero di detettori. Le sfide che l’industria dovrà affrontare dovranno essere probabilmente focalizzate al superamento dei limiti imposti dalla fisica in termini di velocità di rotazione nonché al miglioramento dei materiali dei detettori e all’incremento della capacità di elaborazione dei dati grezzi; il tutto possibilmente ad un costo tale da non limitare l’accessibilità soltanto a pochi ambienti “eletti”.

Infine, l’altra via da percorrere sarà quella dell’imaging quantitativo, non solo in termini di incremento di risoluzione o di parametri valutabili, ma soprattutto in termini di miglioramento qualitativo. La semplicità di esecuzione e soprattutto la riproducibilità delle misurazioni sono infatti due requisiti imprescindibili delle valutazioni quantitative che, allo stato attuale, non sempre si ritrovano tradotte in realtà.

Last Updated on Wednesday, 08 July 2009 12:12