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Valutazione degli stent delle arterie renali con TC multidetettore 64 strati PDF Print E-mail
Written by Antonio Bernardini   
Un gruppo di autori austriaci ha esaminato, in uno studio pubblicato sull'attuale edizione di Radiology,  la capacità della TC multidetettore 64 strati di identificare una restenosi significativa nel lume degli stent delle arterie renali.
Tale evenienza è infatti di difficile identificazione sia dal punto di vista clinico che dell'imaging,  essendo le valutazioni RM e Doppler inficiate dagli artefatti prodotti dallo stent.

Nella casistica presentata, gli autori sono stati in grado di valutare il 98% degli stent (93/95) e di identificare tutti i 9 casi di restenosi significativa angiograficamente dimostrata (sensibilità 100%, valore predittivo negativo 100%). In un caso la TC ha sovrastimato una stenosi dimostratasi non significativa (specificità 99%, valore predittivo positivo 90%). In 4 casi su 78 la TC aveva identificato una restenosi non significativa, con reperto angiografico negativo (specificità 95%, valore predittivo positivo 56%).
I buoni risultati ottenuti sono in parte dovuti anche alle dimensioni utilizzate per gli stent delle arterie renali (>5 mm di calibro), cosa che di fatto risolve molti dei problemi della valutazione degli stent coronarici.
Riguardo i materiali usati, l'oro rende particolarmente difficile la valutazione, a differenza di quelli di acciaio o di cromo-cobalto.

Nonostante i dati siano limitati unicamente a due tipi di stent (Radix e Taxus),  gli Autori, sulla base delle evidenze presentate, ritengono che la metodica possa proporsi come un valido test di screening per l'identificazione della restenosi e come step propedeutico all'esecuzione di un eventuale angiografia.

L'articolo è disponibile a pagamento a questo link.