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Un'accurata valutazione può aiutare ad evitare un esame TC in un bambino con trauma cranico? PDF Print E-mail

Uno studio pubblicato recentemente su Lancet, realizzato su un'ampia popolazione di 42412 pazienti al di sotto di 18 anni, con trauma cranico nelle ultime 24 ore e GCS di 14 o 15, pone l'accento su come una valutazione clinica basata su specifici criteri possa identificare con elevata accuratezza i pazienti pediatrici a basso rischio clinico dopo un trauma cranico, evitando così il ricorso ad un'indagine TC.

In particolare, per i bambini al di sotto dei 2 anni, la presenza di un normale stato di coscienza e di un normale comportamento riferito dai genitori, uniti ad un meccanismo traumatico non severo ed all'assenza di fratture palpabili, di ematoma dello scalpo (eccetto che frontale) e di perdita di coscienza superiore a 5 secondi, ha consentito di identificare correttamente i pazienti a basso rischio con un valore predittivo negativo del 100% su 1176 casi.

Al di sopra dei 2 anni, i criteri per escludere un danno post-traumatico clinicamente importante sono risultati essere il normale stato mentale, l'assenza di perdita di coscienza, di fratture della base cranica e di mal di testa particolarmente intenso uniti ad un meccanismo traumatico non severo. Questo approccio è risultato essere associato ad un valore predittivo negativo del 99.95% (3798 casi su 3800).
Tutti i pazienti con indicazione neurochirurgica sono stati correttamente identificati.

Pur con i limiti dello studio (legati al fatto che la TC non è stata eseguita in tutti i Pazienti e che non sono state considerate le sequele neurocognitive a lungo termine), utilizzando questo approccio, secondo gli Autori è possibile evitare l'uso della TC nel 15% dei bambini al di sotto dei 2 anni e del 20% in quelli di età maggiore, limitando in modo significativo i rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti.

L'articolo è disponibile a pagamento a questo link.

Su Medscape.com è inoltre possibile consultare una sintesi gratuita in inglese.