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Le "zone cieche" dell'imaging dell'encefalo… PDF Print E-mail

Un'interessante review pubblicata nell'ultima edizione di Radiographics cerca di fare luce sui pitfalls in agguato nell'imaging di routine dell'encefalo e, più in generale, del cranio.

In particolare, gli Autori si concentrano su una serie di siti anatomici che, comportandosi da veri e propri "blind spots", più frequentemente nascondono reperti significativi e facilmente trascurati: tra questi, i solchi periencefalici, i seni cavernosi, il clivus, i seni durali, le orbite, i cavi di Meckel e il tronco.

Vengono considerati sia i cosiddetti errori "percettivi", nei quali il radiologo "non vede" il reperto anomalo, sia quelli "cognitivi", nei quali il reperto viene riconosciuto ma non correttamente interpretato.

A ciò si aggiungono gli errori di tipo più prettamente "tecnico", come quelli derivanti dall'utilizzo di una finestra di lettura non corretta.

In questo modo è possibile stilare una sorta di "checklist" da seguire nel modo più sistematico possibile così da minimizzare le possibilità di errore, sempre in agguato nell'imaging cosiddetto "di routine".

L'articolo è disponibile a pagamento a questo link.