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| La teleradiologia nell'era di Internet |
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La teleradiologia è descritta come la trasmissione a distanza di immagini radiologiche ed eventuali referti, finalizzata al teleconsulto, alla telediagnosi o alla teledidattica. Oggi, ha ancora senso escludere internet dalla tecnologia di supporto alla telediagnosi ed al teleconsulto? La teleradiologia è descritta come la trasmissione a distanza di immagini radiologiche ed eventuali referti, finalizzata al teleconsulto, alla telediagnosi o alla teledidattica. L'attività di teleradiologia nel 2004 prevedeva la collaborazione del TSRM, la preparazione delle immagini, la trasmissione o invio delle immagini, la verifica della trasmissione in termini di qualità e sicurezza. Veniva inoltre affermato che la distribuzione via internet appariva accettabile solo per la trasmissione di referti e immagini didattiche. Oggi, ha ancora senso escludere internet dalla tecnologia di supporto alla telediagnosi ed al teleconsulto? In un'epoca in cui con il proprio PC si può accedere attraverso internet al conto corrente in banca e svolgere transazioni finanziarie in tutta sicurezza, ha senso porre limiti alla circolazione delle immagini diagnostiche? In un momento storico in cui la legge riconosce validità giuridica alla posta elettronica, la rafforza con una certificazione che va oltre la firma digitale ( posta elettronica certificata ) e ne impone l'utilizzo alle pubbliche amministrazioni, ha senso trascurare la posta elettronica nella circolazione dei documenti clinici? Ha ancora senso continuare a parlare di "trasmissione a distanza" quando internet ha azzerato le distanze? Oggi ogni computer collegato in rete ha un proprio indirizzo internet (IP) univoco; che il computer si trovi fisicamente sulla scrivania accanto o nella stanza accanto o nel reparto accanto o nell'ospedale accanto o nella città accanto o nella regione accanto o nella nazione accanto o nel continente accanto, da un punto di vista operativo è del tutto ininfluente: le immagini ed i referti possono viaggiare tra due computer seguendo gli stessi protocolli. In questo scenario probabilmente andrebbe rivisto il ruolo della teleradiologia nel pianeta Sanità: il medico di medicina generale (MMG), il pediatra di libera scelta (PLS), lo specialista ambulatoriale, i medici dei servizi diagnostici ed i medici dei reparti di degenza potrebbero interagire utilizzando le tecnologie standard di internet, annullando di fatto i limiti imposti dalle distanze. Come? Da sempre i dati sanitari viaggiano sotto due forme: testi ed immagini. Da un punto di vista clinico il formato testo ha il peso prevalente: i referti medici sono il fulcro delle decisioni cliniche, solo qualche volta le immagini devono essere viste dal prescrivente o dal consulente per prendere decisioni. Da un punto di vista informatico la trasmissione delle immagini ha il peso prevalente: le immagini hanno dimensioni enormemente superiori ai documenti di testo e richiedono infrastrutture tecnologiche più performanti. Tale limite peraltro va sempre di più riducendosi in conseguenza del tumultuoso sviluppo delle reti geografiche. Un modello informatico che agevoli lo scambio dei dati sanitari può prevedere due modalità diverse nella trasmissione dei documenti: 1. la trasmissione dei testi, che non ha problemi di banda, può essere realizzata ergonomicamente mediante un processo attivo e differenziato (client-server) di invio e ricezione dei documenti: la posta elettronica; 2. la trasmissione delle immagini, che deve avvenire riducendo al massimo l'utilizzazione di banda, può essere realizzata attraverso un processo unilaterale (client-server) di download di immagini selezionate: il servizio web (https). Tra i computer dei medici ed il server dedicato la trasmissione può avvenire in connessione protetta (SSL). La funzione di invio del referto in posta elettronica può essere agevolmente integrata nei RIS in commercio, così come il servizio web, per il download delle immagini, può facilmente essere integrato nei PACS commerciali. L'archivio digitale di ogni Radiologia deve avere un proprio indirizzo internet, descrittivo (URL) oltre che numerico (IP), per permettere l'accesso da internet oltre che dalla intranet. Si configura in questo modo un sistema integrato di trasferimento di dati clinici che utilizza software standard. Come potrebbe funzionare un sistema simile:
Il teleconsulto sarebbe possibile comunicando semplicemente al consulente remoto le credenziali di accesso alle immagini in esame; quelle che saranno riportate nel referto. Costui potrà vedere le immagini secondo la prima modalità. La telediagnosi sarebbe possibile incaricando il radiologo remoto al trattamento dei dati, autorizzandolo con le credenziali di accesso al RIS, secondo un livello di operatività specifico. Per eventuali informazioni Enzo Di Giandomenico Direttore Radiologia - Ospedale Ortona, ASL Chieti Già consigliere della sezione di Radiologia Informatica Webmaster Gruppo Regionale SIRM Abruzzo e Molise - www.sirmabruzzo.org |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 11 Maggio 2009 06:41 |
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