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ECR 2009 - Le donne in Radiologia PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberta Polverosi   

 

Con un giorno di ritardo sulla festa della donna, si è tenuta nel pomeriggio di oggi una interessante sessione sul cambiamento della professione in Radiologia dal titolo “Women in Radiology: How to maximise the potential”, a cui hanno partecipato colleghe della Polonia, dell’Austria, della Svezia, dell’Inghilterra e dell’Irlanda.
In tutte questi Paesi si conferma il sempre più crescente numero di donne iscritte alla facoltà di Medicina: attualmente la percentuale degli uomini e delle donne ha raggiunto la parità del 50 %.
Anche nelle scuole di specializzazione di Radiodiagnostica il numero delle donne iscritte è sempre più alto con una percentuale che va dal 20 al 40 % (in Italia il numero delle specializzande si attesta sul 30% circa).
A fronte di tutto ciò, mediamente in Europa soltanto il 5% delle donne Radiologo copre posti apicali sia ospedalieri che universitari.
La motivazione prevalente di questo gap è che le donne non possono assicurare una continuità e un impegno professionale poiché sone legate alla gestione della famiglia e soprattutto dei figli.
Nonostante vari suggerimenti proposti (prevalentemente part-time, scelta di lavoro extra-ospedaliero, come consulente o impiego in strutture private) una reale soluzione non è stata né proposta né trovata.
Considerando che il part-time è penalizzante anche dal punto di vista economico oltre che professionale, per ora l’unica via di uscita che è stata proposta  è quella del lavoro flessibile, cioé la possibilita’ che ognuna di noi con impegni famigliari scelga in quale parte della giornata preferisca lavorare.
Questo, secondo le colleghe straniere che hanno già la possibilità di farlo, potrebbe essere un vantaggio poiché così facendo l’offerta assistenziale potrebbe aumentare.
La conclusione unanime è che bisogna comunque scegliersi un buon marito!

Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Marzo 2009 18:41