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ECR 2009 – Special Focus Session sull’imaging delle neuropatie periferiche PDF Stampa E-mail
In una Special Focus Session tenutasi all’ultimo ECR di Vienna si è discusso dell’imaging delle neuropatie periferiche: pur trattandosi di patologie di riscontro piuttosto frequente nella pratica clinica, l’argomento è spesso trascurato dal radiologo generale, solitamente spaventato da una percezione di complessità il più delle volte erronea.
Eppure, i recenti progressi sia delle apparecchiature ecografiche che di quelle RM hanno consentito un notevole miglioramento nella risoluzione spaziale e nelle capacità di caratterizzazione delle patologie dei nervi periferici.
Le due metodiche forniscono spesso informazioni complementari: l’esame ecografico consente infatti un’approccio dinamico particolarmente utile per la valutazione delle sindromi da intrappolamento; d’altronde, la possibilità di utilizzare sonde ad elevata risoluzione, unita alla rapidità di esecuzione ed alla superficialità delle strutture da esaminare, consente di identificare anche lesioni molto piccole lungo tutta la lunghezza dei maggiori nervi periferici (si pensi a pazienti affetti da neurofibromatosi, con possibili lesioni multiple). Ciò fa sì che anche lesioni di dimensioni pari a 3 o 4 mm possano essere precocemente identificate, studiate e trattate, con evidenti benefici sia dal punto di vista dell’outcome che della gestione del paziente.
La RM, oltre a consentire un imaging morfologico con elevate risoluzioni spaziale e di contrasto, permette di esplorare le caratteristiche intrinseche architetturali di una lesione attraverso l’imaging di diffusione, con possibili risvolti in termini di caratterizzazione di benignità/malignità o nell’identificazione dei fenomeni di degenerazione Walleriana. Inoltre, attraverso la trattografia-RM, è possibile esplorare la disposizione dei singoli fasci di fibre nervose: ciò può essere potenzialmente utile per identificare alterazioni di natura infiammatoria o tumorale che non siano immediatamente identificabili attraverso l’imaging convenzionale RM o ecografico. L’applicazione e l’effettiva validità di tali approcci necessita tuttavia ancora di una solida valutazione scientifica.
Nel frattempo, i relatori della sessione suggeriscono di completare sempre l’esame ecografico dei pazienti con dolore di possibile genesi neurogena con una valutazione dei nervi periferici: a fronte di un impegno temporale relativamente modesto, è possibile ottenere spesso informazioni particolarmente utili per la diagnosi.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Luglio 2009 12:12