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Reperti collaterali in cardio-TC: quale significato? PDF Stampa E-mail

Il riscontro di reperti collaterali extra-cardiaci durante gli esami cardio-TC è un'evenienza estremamente frequente. Tuttavia, quale reale significato e quale impatto economico hanno tali reperti e soprattutto quelli polmonari?

Un recente studio pubblicato su JACC e realizzato su una casistica di 966 pazienti si propone di verificare l'effettiva percentuale di reperti extra-cardiaci clinicamente significativi e l'evolutività di quelli indeterminati.

Nella popolazione dello studio, in 401 casi (41.5%) sono stati riscontrati reperti collaterali non cardiaci, dei quali 12  (pari all'1.2%) clinicamente significativi e 68 (pari al 7%) indeterminati.

Di questi ultimi, nessuno si è rivelato significativo al follow-up eseguito 18.4 ± 7.6 mesi dopo. Inoltre, nonostante in 3 pazienti fosse stata successivamente diagnosticata una lesione maligna, questa non era correlata ai reperti identificati all'esame TC né questi ultimi si sono rivelati associati in maniera significativa ad una maggiore mortalità per patologie extra-cardiache. Per contro, un paziente è deceduto per complicanze insorte dopo una biopsia polmonare eseguita sulla base dei reperti TC.

Gli Autori hanno considerato anche i costi sostenuti per gli approfondimenti diagnostici ed il follow-up dei reperti incidentali, per un totale di 57596 dollari canadesi (circa 37233 euro), dei quali 16941 (10951 euro) per quelli non clinicamente significativi.

Il controverso approccio agli "incidentalomi" in cardio-TC è sottolineato anche nell'editoriale di commento all'articolo, a firma di Mark Hlatky e Carlos Iribarren i quali sottolineano che il problema principale è rappresentato dai noduli polmonari e dalla possibilità che uno di essi rappresenti una neoplasia in fase precoce; tale rischio va tuttavia pesato con l'elevata frequenza del riscontro di tali reperti e con la scarsità delle evidenze scientifiche a supporto di tale approccio.

In mancanza di un consenso scientifico univoco,  gli Autori suggeriscono che possa essere lo stesso paziente a scegliere che le strutture extra-cardiache vengano esaminate o meno, adeguatamente informato sulla possibilità che eventuali reperti incidentali, per quanto molto comuni e solitamente di scarsa rilevanza clinica, possano tuttavia richiedere ulteriori follow-up o approfondimenti diagnostici.

L'articolo originale è disponibile a pagamento a questo link.

L'editoriale a commento è disponibile a pagamento a questo link.

Un riassunto gratuito dell'articolo e dell'editoriale è disponibile su Medscape.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Ottobre 2009 08:54