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S.I.R.M. - Società Italiana di Radiologia Medica

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La posizione del Consiglio Direttivo SIRM sullo stato di attuazione dei Dipartimenti di Radiologia nel territorio nazionale

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La SIRM (Società Italiana di Radiologia Medica) ha preso in esame, in occasione del Consiglio Direttivo del 29 e 30 maggio u.s., lo stato di attuazione dei Dipartimenti di Radiologia nel territorio nazionale. In tale occasione sono stati sottolineati i principi che la SIRM ritiene essenziali:

  1. E' indubitabile che, allo stato attuale il dipartimento rappresenta la migliore tipologia organizzativa proponibile per offrire una sanità rivolta alla qualità sia nei riguardi della azienda, che dei professionisti che vi operano che infine, ma soprattutto, per i clienti-pazienti. La SIRM ritiene infatti che attraverso il superamento del modello divisionale si possa raggiungere l'obbiettivo di coniugare eccellenza clinica con efficienza economica. Già nel 1997 la SIRM ha espresso questo convincimento in un documento ufficiale “Ipotesi di linee guida per la costituzione dei dipartimenti di area radiologica”.
  2. Varie sono le modalità di organizzazione del dipartimento e dipendono essenzialmente da una attenta valutazione ambientale interna (cosa si può fare) e da una altrettanto puntuale analisi ambientale esterna (cosa si deve fare).
    E' indubitabile però oggi che, qualsiasi sia la situazione ambientale, vanno preservati alcuni principi fondamentali:

    a) Sono del tutto inutili i dipartimenti deboli o funzionali, quelli cioè che hanno solo compiti di coordinamento tecnico- scientifico e non hanno nessuna responsabilità sul raggiungimento degli obbiettivi gestionali.

    b) Sono del tutto inutili, se non dannosi dipartimenti che riuniscano U.U.O.O. che non hanno nessuna affinità clinica o gestionale (esempio: il dipartimento dei servizi, che riunisce Radiologia, Laboratorio, Anatomia Patologica etc).

    c) Va assolutamente garantita l'autonomia clinica delle singole U.U.O.O ., in accordo con le direttive tecnico scientifiche del dipartimento.

    d) Le singole U.U.O.O. mantengono la loro capacità di negoziazione del budget , che contrattano ora con il responsabile di dipartimento, anziché con il direttore generale.
  3. Qualsiasi sia l'organizzazione dipartimentale scelta nelle varie realtà aziendali, va stigmatizzata la prassi che sembra estendersi a macchia d'olio della abolizione dei posti di responsabilità di struttura complessa in osservanza ad un inopportuno concetto di economicità .
    Tale prassi interessa varie tipologie di azienda: vengono aboliti primariati di piccoli ospedali periferici e la copertura avviene affidando la responsabilità al primario dell'ospedale centrale di riferimento; vengono raggrupparti i primariati degli ospedali grossi (dove in precedenza esistevano due o più servizi) affidando tutta la responsabilità ad uno solo; vengono accorpati servizi universitari e ospedalieri, nella maggior parte dei casi affidando la responsabilità unica ad un Universitario (ma esistono anche casi inversi).

Del resto nessuna legge o direttiva prevede la abolizione dei posti di responsabilità con la trasformazione del Dipartimento in un Superprimariato.
Basta ricordare il documento fondamentale sui dipartimento, quello pubblicato dall'ASSR nel 1995 "Il dipartimento nel Servizio Sanitario Nazionale:proposta di linee guida per l'applicazione del modello dipartimentale nelle strutture ospedaliere" che recita testualmente:
"Il dipartimento è un insieme di Unità Operative omogenee, affini o complementari che perseguono comuni finalità".
Anche la attuale legge sanitaria (modifiche dell'art. 17 del D.L. 502/92) è chiara:
"Il direttore di dipartimento è nominato dal Direttore Generale tra i dirigenti con incarico di direzione delle strutture complesse aggregate al dipartimento".

Created by webdir
Last modified 17/01/2006 17:24
 

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