Skip to content

S.I.R.M. - Società Italiana di Radiologia Medica

Sections
Personal tools
You are here: Home » Pubblicazioni » Hot Topic » Archivio » 2004 » La Teleradiologia: più sicurezze dalla tecnologia

La Teleradiologia: più sicurezze dalla tecnologia

Document Actions
[{'category': 'document_actions', 'name': 'Send this page to somebody', 'url': 'http://www.sirm.org/pubblicazioni/hot_topics/archivio/2004/hot_settembre04.html/sendto_form', 'visible': 1, 'id': 'sendto', 'permissions': ('View',)}, {'category': 'document_actions', 'name': 'Print this page', 'url': 'javascript:this.print();', 'visible': 1, 'id': 'print', 'permissions': ('View',)}]
 
 
Settembre 2004

La Teleradiologia: più sicurezze dalla tecnologia

Enzo Moser, Trento

Nonostante abbia superato la fanciullezza e sia approdata all’età adulta dal punto di vista tecnologico, gestionale ed organizzativo la teleradiologia rappresenta a ancor oggi un elemento di discussione e divisione nella comunità radiologica tra chi, ottimista, vede in essa una freccia in più nella faretra radiologica e chi, pessimista, ne teme le potenzialità di elemento dirompente e pericoloso per la nostra professione.
La discussione è continuata vivace anche al Congresso Nazionale di Palermo. Quale sarà la fine della storia non è dato sapere: possiamo solo adoperarci, tutti assieme, per far si che non sia, come ammonito dal Prof. Cardinale, un triste rimpianto di scelte incaute.

La Teleradiologia è la trasmissione a distanza di immagini radiologiche per scopi di consulto (consulenza a distanza tra due o più Medici da siti distanti comunicanti su rete, con immagini esaminate e discusse in contemporanea – videoconferencing – o senza interazione in tempo reale) o diagnosi (effettuata su immagini provenienti da distanza).

Qualunque sia la finalità della trasmissione è comunque essenziale che essa sia governata da protocolli operativi concordati e condivisi tra tutti i professionisti coinvolti, formalizzati in modo che siano chiaramente indicate modalità di attivazione, accesso, espletamento, interscambio informativo di elementi clinici, refertazione, consegna e conservazione della documentazione radiologica.

Oltre alle attività di teleconsulto/telediagnosi, che sono le più comunemente praticate, in futuro assumerà una sempre maggiore importanza quella che è ancora un’opportunità poco utilizzata e sulla quale è lecito attendersi un consenso molto più vasto che nel caso di altri servizi: la teledidattica cioè l’attività didattica a distanza. Essa consente la discussione di casi clinici in remoto, la consultazione di database di immagini, lezioni a distanza ed altre attività didattiche che consentono al discente di avvalersi dell’esperienza dei docenti libero da costrizioni spaziali o temporali e gli permettono di sentirsi parte anche se fisicamente distante od isolato, di una
comunità di apprendimento.

Le configurazioni tecnologiche di un sistema di teleradiologia possono essere anche molto diverse a seconda del tipo di servizi che devono assicurare e a seconda del tipo e della quantità di dati che devono essere trasmessi. Ad esempio, un sistema di teleconferenza in tempo reale avrà contenuti tecnologici del tutto di versi da un sistema di telediagnosi in cui gli utilizzatori si scambiano dati clinici e immagini e referti.
Per la teleradiologia è essenziale che l’immagine sia disponibile in forma digitale, cosa oggi possibile in moltissimi reparti in quanto gran parte se non tutte le modalità produco immagini nativamente digitali. Grazie a agli scanner è possibile ottenere immagini digitali di alta qualità anche da radiografie convenzionali.
La trasmissione a distanza delle immagini può avvalersi di tecnologie di tipo, costi e velocità diversi ed adatti ad ogni esigenza: un Rx Torace in due proiezioni senza compressione può oggi essere trasmesso agevolmente in circa 2 minuti.
La visualizzazione delle immagini può avvalersi di display con una definizione che varia da 1 a 5 Megapixel, scelti in base al tipo di metodica e di finalità di servizio del sistema.
Anche se la tecnologia è in continua evoluzione non sono da attendersi drastici cambiamenti in questi aspetti che sono centrali nell’architettura teleradiologica.

Nel corso degli anni gli utenti, sia radiologici sia clinici, hanno evidenziato nuove esigenze e insospettate carenze in aspetti un po’ sottovalutati e trascurati all’inizio, venute alla luce con le esperienze sempre più numerose e durature fatte sul campo.

Come evitare che il radiologo che esegue il consulto veda immagini con W/L ed orientamento diverso dall’originale? Come essere certi di poter ricondurre tutte le transazioni eseguitea persone autenticate? Come rendere interoperabili e sicuri i sistemi e le procedure che gestiscono il workflow dei dati anagrafici del paziente nelle varie fasi dell’iter radiologico, dalla accettazione alla archiviazione della documentazione di un esame di un esame?

Le risposte a queste esigenze non potevano essere meramente tecniche ma piuttosto di cultura tecnologica, di un nuovo modo di pensare alla progettazione ed alla gestione teleradiologica.
Non basta che tutte le apparecchiature in gioco nei vari sottosistemi siano conformi allo standard DICOM ma devono soprattutto soddisfare i criteri di integrazione ed interoperabilità di IHE in modo da permettere un reale scambio d’immagini tra le varie apparecchiature del sistema e tra il sistema di teleradiologia ed altri sistemi di gestione dell’immagine come i PACS.
Per quest’ultimo aspetto appare importante richiedere che siano rispettate le conformità ai profili IHE, soprattutto:
- Patient Information Reconciliation (assicura l’allineamento fra i dati anagrafici del paziente nel sistema inviante ed in quello ricevente);
- Consistent Presentation of Images (che assicura che le immagini visualizzate sulla workstation diagnostica hanno le stesse caratteristiche di quelle prodotte nel sito trasmittente, anche se di diverso produttore);
- Basic security (che permette di verificare che vengano rispettate le caratteristiche di confidenzialità ed integrità dei dati nelle trasmissioni di rete e permette di monitorare le operazioni compiute dai vari utenti, ad esempio sapere il nome degli utenti che hanno avuto accesso in lettura o in scrittura ai dati di un certo paziente).

Nei sistemi in cui più figure professionali, con interessi a volte contrastanti devono coesistere ci vuole una sorta di authority tecnologica, come i moderni software (workflow manager) in grado di di garantire la completa tracciabilità di tutti gli eventi e la certezza delle transazioni effettuate.
Tutti i dati relativi alla trasmissione(chi ha spedito, che cosa, a che ora) ed alla ricezione chi ha ricevuto, che cosa, a che ora) sono reciprocamente leggibili. La messagistica del sistema notifica ai vari attori delle avvenute transazioni e può attivare chiamate telefoniche; SMS o e-mail ai medici in guardia o pronta disponibilità. Viene verificata ed assicurata la correttezza dei messaggi, dei dati e delle immagini spedite.
Con questo tipo di soluzioni ogni attore del processo è reso responsabile di quello che fa ma anche cosciente della catena di eventi in cui spesso fino ad oggi si è sentito più messo da parte che parte della tecnologia.

Link consigliati

  1. Documenti SIRM 2004 - Teleradiologia (italiano)
  2. European Association of Radiology – New Documents On Line Teleradiology (inglese)
  3. ACR Technical Standard for Teleradiology (2002, inglese)
  4. IHE: Integrating the Healthcare Enterprise (inglese)

 

Created by amministratore
Last modified 09/12/2005 12:07
 

Powered by Plone     Powered by noze