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Marzo 2005
Quanto occorre conoscere relativamente ai pazienti da esaminare con metodi di Diagnostica per Immagini Gino Gozzi, Chiara Ostinelli, Carlo Del Favero
Prima di avviare qualsiasi procedura diagnostica, è buona norma richiedere di allegare alla richiesta di indagine i dati relativi ad esami precedenti ai quali il paziente sia stato sottoposto. Le informazioni tratte dal colloquio diretto con il paziente che a seconda delle circostanze e della tipologia dell’esame è eseguito dal medico radiologo o su delega dal tecnico sanitario di radiologia medica non possono essere considerate esaustive per vari motivi e in ogni caso non possono sostituire un’accurata presentazione di tipo anamnestico e clinico fornita dal medico curante, sia di medicina generale sia specialista. A tal proposito bisogna tener conto, inoltre, che il medico radiologo non ha sempre un contatto diretto con il paziente; vi sono indagini che offrono la possibilità di un maggiore contatto con la persona da esaminare durante la loro esecuzione quali l’ecografia, gli esami contrastografici in genere, ecc., e indagini che sono affidate per delega al TSRM, e quindi giungono alla refertazione già completate nella loro esecuzione tecnica. Riteniamo, pertanto, di grande utilità nella nostra pratica diagnostica ricevere una precisa presentazione del paziente che ci viene affidato con una sia pur breve sintesi anamnestica, remota e attuale ed una indicazione del quesito specifico che ha indotto il clinico a richiedere l’espletamento di una determinata indagine. La puntuale conoscenza di quanto sopra espresso rappresenta il presupposto di una diagnosi radiologica precisa, in quanto da un lato condiziona la scelta della metodica d’indagine, quella cioè più utile ai fini diagnostici e clinici, dall’altro determina la modalità di espletamento dell’esame, la cui tecnica di esecuzione sarà scelta proprio sulla base della conoscenza del dubbio o sospetto clinico. Deve infine essere considerata l’impostazione del lavoro di una sezione di diagnostica per immagini, che prevede una determinata tempistica per l’esecuzione di ogni tipologia di esame, un tempo per esame durante il quale viene dato massimo spazio alle specifiche fasi diagnostiche attinenti alla prestazione e al tentativo di comprensione della problematica patologica del paziente e che richiede di avere con rapidità una summa di quanto attiene al paziente. Una precisa impostazione clinica iniziale condiziona l’esecuzione e quindi l’informazione ottenibile con qualsiasi metodologia radiologica utilizzata, non solo per quanto riguarda l’esecuzione di esami complessi come la tomografia computerizzata volumetrica o multislice, ma anche della semplice radiografia ove ad esempio la ricerca del pneumotorace richiede radiogrammi del torace eseguiti in espirio ed inspirio o situazioni cliniche particolari impongono proiezioni mirate specifiche (es.: sospetta frattura dello scafoide carpale). Dobbiamo inoltre tenere in debito conto gli aspetti di proteximetria, e pertanto di risparmio di dose radiante al paziente che riguardano tutte le metodiche con raggi X e specie alcune delle indagini più complesse CT, aspetti che devono essere attentamente considerati, come ad esempio negli studi di dinamica vascolare di un organo che vanno riservati a pazienti con rigorose indicazioni determinate da chiare indicazioni cliniche . Lo scopo di questo breve elaborato è di quello di sottolineare l’importanza dei concetti sopra riferiti e proporre all’attenzione dei Colleghi una modalità di presentazione del Paziente all’indagine radiologica che consenta una maggiore precisione nella conduzione e nella esecuzione dell’indagine, ottenendo pertanto le condizioni ideali per una più puntuale risposta del medico radiologo al quesito clinico.
Elementi da considerare nella fase di compilazione della richiesta di un’indagine di diagnostica per immagini
1) Anamnesi sintetica di eventuale patologia significativa. Vanno segnalate le seguenti condizioni cliniche: a) anamnesi oncologica positiva b) interventi ai quali il paziente è stato sottoposto e data del trattamento stesso. La descrizione sintetica della tipologia di intervento risulta indispensabile qualora riguardi l’apparato e/o gli organi bersaglio dell’indagine richiesta. c) trattamenti medici (es. somministrazione di amiodarone, anticoagulanti, ecc.) e radioterapici (es. radioterapia del torace) che possano condizionare la presenza di lesioni e quindi la risposta d) patologie croniche significative dell’apparato in esame (es. sarcoidosi) e) Eventuali traumi e loro datazione.
2) Rilievi sintomatologici importanti relativi all’organo/i bersaglio/i dell’indagine : a) Tipo di sintomo e sua eventuale localizzazione b) Sede della sintomatologia c) Durata del sintomo
3) Reperti derivati dall’esame clinico-obiettivo: riscontro di lesione e sue succinte caratteristiche.
4) Orientamento clinico e/o sospetto di patologia formulati da parte del medico richiedente: sospetto di ....; quadro clinico compatibile con ...
5) Reperti forniti da indagini necessarie all’esecuzione dell’indagine: clinico-stumentali o laboratoristiche.
Un problema che si può porre con la compilazione di una richiesta che necessiti di completezza anamnestica è rappresentato sicuramente dal rispetto della privacy del paziente; a tale scopo sono già state studiate e possono essere messe in atto numerose procedure atte a fornirne garanzia senza privare lo specialista radiologo di indispensabili conoscenze cliniche e anamnestiche. E’ evidente che l’utilizzo di un prestampato o la compilazione computerizzata della richiesta che preveda già questi campi può essere incentivante per una risposta puntuale alle nostre richieste, ma innanzitutto ci sembra importate motivare i Colleghi clinici che ci inviano i Pazienti sulla necessità di questa indispensabile collaborazione, legata all’ottenimento di una risposta efficace e al contenimento della spesa, evitando ripetizioni inutili e l’esecuzione di ulteriori esami a volte del tutto pleonastici. Questo punto è sempre stato dolente anche nel passato; oggi la tecnologia che tanto ci aiuta si è fatta anche più potente e complessa, ma necessita di essere guidata da un autista preparato e attento. Il compito del medico radiologo è quindi anche quello di svolgere nei confronti dei clinici referenti un’azione di convincimento e informazione. La nostra proposta, che sicuramente potrà essere semplificata o resa più completa, è rivolta ai Medici radiologi, perché, eventualmente attraverso gli Ordini dei Medici provinciali, giunga ai nostri interlocutori clinici e li sensibilizzi.
Per eventuali informazioni:
Gino Gozzi – RADIOLOGIA DIAGNOSTICA Azienda Ospedaliera Sant’Anna Via Napoleona, 60 22100 COMO Tel. 031-5855218 e.mail: ggozzi@sirm.org - radiologia.como@hsacomo.org
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